Partita IVA su eBay | Quando è necessario aprirla?

Partiamo da un presupposto fondamentale e imprescindibile: se vuoi fare vendita on-line, prima ancora di accendere il computer devi andare dal commercialista. Sono infatti le uniche figure professionali in grado di dare risposte certe e coerenti alle leggi in vigore, senza sparare ipotesi per sentito dire.

Questo articolo potrebbe fermarsi qui. E’ pure vero che ultimamente gli argomenti fiscali tengono banco, forse anche in seguito alle comunicazioni della piattaforma Etsy che ha informato i suoi seller della necessità di essere venditori professionali (e dunque con Partita IVA) oltre una determinata soglia di vendita. Si è letteralmente scatenato il panico tra i venditori, i piccoli artigiani e artisti che utilizzano questa piattaforma per vendere le loro creazioni si sono affrettati a chiudere i loro negozi per paura di incappare in multe salate.

Ma è davvero necessario essere così drastici? Forse, appunto, è bene chiarirsi le idee con un professionista.

Ma come funziona su eBay?

La legge fiscale che regola le vendite è ovviamente la stessa. La distinzione la propone già eBay stesso in fase di apertura dell’account, dividendo i venditori in professionali e non professionali. Ma come si fa a distinguere queste categorie? Intorno a questa domanda ci sono le più disparate teorie, dall’ipotetica soglia dei 5000 euro di fatturato annuo (entro il quale molti dicono che non sia necessario l’apertura della partita IVA) alla rivendita di prodotti usati che, sempre per alcune discutibili teorie, non sarebbe oggetto di obblighi fiscali.

Se hai questo dubbio, ripeto, vai da un commercialista.

Ci sono però dei criteri imprescindibili che ti obbligano a regolarizzare la tua posizione fiscale. Questi sono:

  • Stabile organizzazione;
  • Continuità dell’attività;
  • Professionalità.

Quindi, ad esempio, se metti in vendita una tantum un oggetto che non usi più, un regalo non gradito, uno stock di libri usati ricevuto in eredità, questa attività non può definirsi né organizzata né continuativa. Venduto l’oggetto, finisce lì.

Se invece compri per rivendere, se apri un negozio su eBay, se ti organizzi per un’attività che si protrae nel tempo, la questione è decisamente diversa.

Vendite commerciali occasionali e redditi diversi

Secondo le norme fiscali è possibile effettuare delle vendite commerciali occasionali senza bisogno di aprire Partita IVA ma comunque dichiarando all’Agenzia delle Entrate i proventi derivanti da queste vendite. In particolare l’art. 67 del TIUR regolamenta questo tipo di transazioni. La classificazione dei cosiddetti redditi diversi è visibile in questo documento, in particolare si legge che sono da considerare i redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente e  i redditi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente.

Ma cosa si intende per vendita abituale?

La circolare n. 7/1496/1977 chiarisce che, per attività svolta in forma abituale, si deve intendere “un normale e costante indirizzo dell’attività del soggetto che viene attuato in modo continuativo: deve cioè trattarsi di un’attività che abbia il particolare carattere della professionalità”.

Sembra fumosa come spiegazione, in realtà, con un minimo di buon senso non è difficile capire di cosa si tratta. Soprattutto su eBay. Se ogni giorno crei inserzioni, hai aperto il tuo negozio, se ti organizzi per scattare le foto, se in modo regolare compri da grossisti per rivendere, se hai una regolarità di spedizioni…non è difficile capire che stai facendo il commerciante.

Se ti diletti a creare oggetti, gioielli, fai un’opera di artigianato (quindi impieghi la tua professionalità) non solo per il tuo hobby ma per vendere e ricavare dei guadagni…non è un’occasione che ti è capitata (un regalo non gradito che vuoi rivendere) ma è il mestiere che vuoi intraprendere.

Sì, ma le tasse sono alte…non so se riuscirò a sopportare le spese

Costruire un’impresa non è facile. Avviare il tuo business su eBay merita tempo, investimento, competenze ed esperienze. Alcuni corrono il serio rischio di incappare in qualche multa salata perché temono che la pressione fiscale, e tutto ciò che concerne le spese di un’attività, possano affossare sul nascere il loro “tentativo” di avviare un’attività commerciale redditizia. E quindi avviano un’attività di commercio senza partita IVA e senza dichiarare i proventi.

Esiste una via di mezzo. Si chiama REGIME FORFETTARIO.

E’ l’unico regime fiscale agevolato che esiste in Italia, introdotto nel 2018 manda in pensione il vecchio regime dei minimi ed è dedicato a chi fattura meno di € 65.000 all’anno. Il regime forfettario è pensato proprio per le nuove imprese e applica una tassazione del 15% sull’imponibile. Questo articolo di Fatture in Cloud è una bella introduzione all’argomento, ti consiglio di leggerlo.

Quindi cosa devo fare se voglio iniziare a vendere su eBay?

E’ un consiglio ricorrente che do’ sempre ai chi è alle prime armi su questa piattaforma: se vuoi iniziare a capire come funziona ed approcciarti al mondo del commercio, inizia a vendere quello che hai in cantina. Se sta in cantina, vuol dire che non lo usi. Può essere un’ottima palestra per iniziare a capire il funzionamento delle vendite on-line, imparare un metodo che ti servirà per il futuro e non infrangere nessuna legge.

Non cercare escamotage. E’ un rischio, inutile girarci intorno. Le transazioni on-line tra eBay e Paypal sono tutte tracciate e in qualsiasi momento l’agenzia delle Entrate potrebbe avviare dei controlli, soprattutto se fai alti volumi.

Un consulto di un commercialista è sempre bene farlo, mi ripeto. Non costa niente o poco e sicuramente vale la pena se vuoi avviare il tuo business su eBay o qualunque altra piattaforma online.

Buon lavoro dunque e ricorda che chi comincia bene e già a metà dell’opera…

Un saluto da Max!

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