Calo delle vendite eBay | Alcune considerazioni

Da quando eBay ha introdotto i nuovi metodi di pagamento, una percentuale non trascurabile di venditori ha iniziato a lamentare un calo di fatturato. Le categorie merceologiche sono le più disparate, così come la tipologia di venditori che da settimane sta notando una diminuzione degli incassi. Dai dati che ho raccolto nel gruppo Facebook “Vivere e lavorare con eBay” che ormai conta quasi 8000 iscritti e dai corsisti di MasterClass ed Elìte, la situazione sembra abbastanza uniforme con un calo in percentuale variabile, anche fino al 20%.

Ho effettuato alcune valutazioni su questa situazione, individuando alcuni fattori secondo me rilevanti.

1. L’evoluzione della situazione pandemica

Ormai è un anno che il Covid-19 sta condizionando in modo importante la vita delle persone. Le abitudini sono cambiate così come le modalità di acquisto. Tra marzo e aprile 2020 abbiamo assistito a una vera e propria esplosione degli acquisti online quindi, se mettiamo a confronto il fatturato di questi due mesi del 2020 con quelli dell’anno corrente è normale che ci sia un calo. Le persone, pur se ancora con diverse restrizioni, ha ripreso lentamente a uscire di casa e quindi a effettuare gli acquisti nei negozi fisici.

Pensiamo ad esempio al fenomeno di farina e lievito. Oggi questi prodotti si trovano regolarmente nei supermercati, le scorte sono adeguate e le persone non sentono la necessità di fare il pane in casa perché possono andare tranquillamente nei supermercati ogni giorno senza affrontare file chilometriche. L’anno scorso, nei mesi di lockdown totale, questi articoli così semplici hanno registrato quote di fatturato inimmaginabili per i venditori on-line.

Questo esempio, ovviamente, è valido per tanti altri settori merceologici. Quindi, l’analisi che bisogna fare è sul fatturato pre-lockdown. Dobbiamo analizzare la situazione PRIMA che scoppiasse l’emergenza sanitaria, quando le abitudini di acquisto non erano “falsate” dalla chiusura forzata. Se gli importi sono in linea con i dati del 2019 non si può definire un calo ma un semplice ritorno alla “normalità” nelle abitudini di consumo.

2. Problema dei carrelli

L’introduzione dei nuovi metodi di pagamento ha dato la possibilità ai clienti di pagare direttamente con carta di credito. Tuttavia mi sono arrivate diverse segnalazioni di venditori che venivano contattati dai loro acquirenti che lamentavano l’impossibilità di riuscire a completare l’acquisto.

Nella maggior parte dei casi analizzati si trattava del protocollo di sicurezza 3-D Secure disabilitato. eBay in questa guida avvisa gli acquirenti che da gennaio 2021, secondo le linee guida europee relative alla sicurezza dei pagamenti online, la carta di credito o debito deve essere attivata per il 3-D Secure (anche detto “Visa Secure” o “Mastercard Identity Check”). E’ un ulteriore protocollo di sicurezza per effettuare acquisti on-line che il cliente deve abilitare con la sua banca.

Questo ovviamente ha generato una serie di abbandoni di carrello e quindi di vendite. Sappiamo anche che gli acquirenti, a meno che non abbiano un forte interesse, tendono a scoraggiarsi molto presto se la piattaforma di acquisto è ostica, macchinosa o rilascia errori.

3. Aggiornamento iOS 14.5

I titolari di prodotti Apple sanno benissimo di cosa sto parlando. E’ il nuovo aggiornamento dei dispositivi con la mela che ha creato non pochi problemi ai marketers. Una delle caratteristiche principali di questo aggiornamento è la possibilità per gli utilizzatori di disattivare la profilazione pubblicitaria all’interno delle app. Questo impedisce il famoso retargheting, ovvero la pubblicità rivolta a quegli utenti che hanno già visitato il tuo sito o negozio online senza però fare acquisti.

Ti sarà capitato decine di volte di cercare un oggetto su Google, Amazon o eBay e poi continuare a ricevere pubblicità di prodotti simili, sopratutto su Facebook, per “convincerti” a completare l’acquisto. Tutti gli utenti che hanno scaricato l’aggiornamento iOS 14.5 e deciso di disattivare la profilazione pubblicitaria non vedono più questo tipo di campagne. Essendo uno strumento molto potente nel marketing, è probabile che molte vendite sono state perse proprio per questo motivo: il potenziale cliente non vede più il tuo oggetto nelle sue normali attività online e semplicemente perde interesse e se ne dimentica.

4. Calo generale

In un confronto con i ragazzi di Scuola Ecommerce, che si occupano dei corsi di formazione per la vendita su Amazon, abbiamo analizzato che anche nel colosso delle vendite online è stato rilevato un calo di fatturato. I settori merceologici, anche in questo caso, sono i più disparati. Dopo il boom avuto durante la pandemia, come detto prima, il ritorno alla “normalità” ha generato una diminuzione delle vendite. Questo, secondo il mio parere, dipende anche dall’esposizione mediatica, dalle notizie, che ogni giorno influenzano gli atteggiamenti e le abitudini di acquisto: cambi di Governo nella politica, incertezza di aperture e chiusure regionali, incertezza nella somministrazione dei vaccini…le persone sono continuamente destabilizzate, non sempre sono disposte a spendere per acquistare beni non strettamente necessari.

Quali sono le azioni da intraprendere?

E’ il momento migliore per riesumare tutte le vecchie inserzioni. Tutte quelle che non hanno venduto negli ultimi mesi, che non convertono più. Non è il momento di rimanere fermi, ma di “restaurare” tutti quei prodotti che necessitano di manutenzione. Rifare le inserzioni, farle ripartire, potrebbero generare piccole quote di traffico che sono state perse. Ci sono settori merceologici che purtroppo, in questo momento non sono percepiti come “necessari” e quindi per quanto ci si sforzi di migliorare non possono generare gli aumenti di fatturato sperati. La strategia potrebbe essere quella di cercare nicchie diverse, di scostarsi rispetto al proprio target di clientela e cercare nuove nicchie.

Mai arrendersi!

Buon lavoro da Max!

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1 Comment

  • eugenio bruni
    Posted 20 Maggio 2021 19:02 0Likes

    si tratta di una buona idea

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