Break even point: cosa devi sapere per riuscire a guadagnare con eBay

Tutti possono vendere su eBay. Il grande vantaggio di questo marketplace è che l’accesso ai privilegi di vendita è praticamente immediato e aperto a tutti, sia privati che aziende. Se non hai mai avuto problemi con eBay, quindi vecchi account chiusi male o vendite sospese per attività sospette o blocchi relativi a oggetti che non era possibile mettere in vendita, aprire un profilo e iniziare a vendere è un’operazione semplicissima e immediata.

Se per i venditori privati e occasionali che nella maggior parte dei casi non fanno altro che rivendere prodotti usati, regali non graditi o oggetti da collezione, calcolare i veri guadagni è un’operazione secondaria se non addirittura marginale (se riesco a vendere il vecchio lampadario vintage ereditato, qualsiasi cifra incassata è comunque un guadagno non avendo avuto costi di acquisto) per gli imprenditori riuscire a capire quanto si guadagna con le vendite eBay è un fattore determinante per riuscire a valutare se l’attività di impresa su questo marketplace è veramente remunerativa.

Ogni imprenditore dovrebbe quindi conoscere il cosiddetto Punto di Pareggio o Break Even Point.

Che cos’è il Break Even Point?

Detto anche Punto di Pareggio o BEP, è quel momento in cui i ricavi totali e i costi totali sono uguali è il profitto dell’azienda è pari a zero. Superato il break even point l’azienda inizia a guadagnare. Il calcolo di questo dato permette di svolgere una soddisfacente analisi dei rischi e quale sia il volume di fatturato minimo che l’azienda deve produrre per non avere perdite.

I fattori da prendere in considerazione per il calcolo del break even point sono:

  • Costi fissi
  • Costi variabili
  • Volumi di produzione (o vendita)

I costi fissi sono quelle spese che non cambiano mai, indipendenti dalla quantità di oggetti venduti. Per un venditore eBay possiamo dire che l’abbonamento mensile al negozio è un costo fisso. Poi ovviamente a questo bisogna aggiungere altre spese come l’onorario del commercialista, eventuali affitti, stipendi dei dipendenti, le utenze telefoniche ed energetiche anche se quest’ultima, se si parla di attività produttiva e non solo di retail, potrebbe variare in base alla produzione e quindi essere annoverate tra i costi variabili.

I costi variabili sono quelli strettamente legati alla quantità di oggetti prodotta/venduta. Nel nostro caso possiamo dire che è fa parte del costo variabile la percentuale di commissione e sponsorizzate eBay, la manutenzione di eventuali macchinari, le spese di trasporto, l’acquisto di merce.

Tendendo presente quindi questi fattori, è possibile calcolare in modo matematico il BEP, attraverso un metodo grafico o analitico. Se per il metodo grafico dovremmo utilizzare un piano cartesiano e qualcuno potrebbe spaventarsi dalla difficoltà di calcolo, con il metodo analitico è facilmente riassumibile in un’equazione.

I BEP (Break Even Point) è UGUALE ai CF (Costi Fissi) DIVISO il (PV Prezzo di Vendita Unitario MENO il CVU Costo Variabile Unitario)
BEP= CF / (PV-CVU)

Facciamo un esempio: ipotizziamo di avere 100.000 euro di costi fissi all’anno. Il prezzo di vendita del prodotto che vogliamo analizzare è di 800 euro mentre il costo variabile per produrre/acquistare lo stesso prodotto è di 300 euro. Il nostro Break Even point sarà così calcolato: 100.000 / (800-300) = 200.

Il nostro imprenditore quindi dovrà vendere 200 oggetti per arrivare al punto di pareggio. A partire dalla vendita del 201° pezzo vorrà dire che avrà ammortizzato tutti i suoi costi e inizierà a guadagnare.

Ma a cosa serve calcolare il Break Even Point?

Sembra un inutile esercizio matematico, eppure calcolare il BEP serve a:

  • Fare un’analisi iniziale e un business plan in fase di apertura
  • Aiuta a capire quali sono i costi fissi e variabili
  • Controllo continuo delle vendite e della produzione
  • Aiuta a stabilire i prezzi di vendita
  • Dà obiettivi di guadagno realistici

In particolare per gli ultimi due punti, l’analisi del BEP è assolutamente necessario per i venditori eBay. Molte volte ho già parlato di come l’abbattimento di prezzi sul mercato sia una rovina non solo per tutti gli operatori del settore, ma soprattutto per sé stessi. Ipotizziamo un prezzo di vendita estremamente basso rispetto al prezzo di acquisto: quante unità bisognerà vendere per ammortizzare anche i costi fissi e quindi iniziare a guadagnare realmente se si continua ad abbattere il prezzo?

Raggiungere a fatica il punto di pareggio con i conti alla mano o superarlo di poco, non fa altro che creare soltanto un “giro di soldi” senza un reale guadagno. Riuscire a capire qual è un obiettivo realistico di guadagno è anche utile per evitare investimenti sbagliati, anche fosse solo in termini di tempo materiale.

Insomma, è inutile fantasticare di acquistare una villa con piscina se la nostra capacità di vendita (o di produzione) copre a malapena i costi.

Il venditore eBay responsabile sa che dovrà sostenere le spese e che i prezzi dovranno essere idonei per non dover vendere milioni di pezzi prima di riuscire a mettersi qualche soldo in tasca. Aspetto da assolutamente da considerare, quando si stilano questi conteggi, sono ovviamente le tasse.

Insomma, un buon venditore deve essere a conoscenza che non basta solo vendere ma è necessario preparare un adeguato business plan e il calcolo del break even point. Passato quello è tutto guadagno!

Un saluto da Max!

What's your reaction?
4MI PIACE0BLEAH...0LOVE0FICO!

Lascia un commento

Privacy Policy