Attività di Branding: cosa sono e quali sono i vantaggi per eBay

Trovare qualcosa che non sia già in vendita è ormai un’impresa praticamente impossibile. A meno che non ci sia un vero e proprio studio per “inventare” qualcosa che finora non è stato mai creato e venduto, tutti i venditori sostanzialmente vendono oggetti che sono già presenti sul mercato.

É per questo motivo che ormai, sempre più venditori, cercano di creare un’identità per la loro azienda, un modo per differenziarsi dalla massa e creare un’immagine di un prodotto o dell’azienda stessa che sia appunto diversa dagli altri. Per chi vende anche su Amazon il valore di questa operazione è chiara già fin da primi passi: differenziarsi anche se si vende lo stesso prodotto di mille altri venditori, è la chiave per poter riuscire a ritargliarsi il proprio spazio all’interno del mercato.

Ma come funziona su eBay? Può fare la differenza? Intanto vediamo cosa è nel dettaglio l’attività di branding.

Il brand non è altro che la marca. Un paio di scarpe da tennis sono un semplice paio di scarpe…eppure se quelle scarpe sono “Nike” il suo valore e l’immagine percepita dell’oggetto aumenta notevolmente. L’attività di branding sono tutte le azioni che un’azienda compie per creare quell’immagine e quel valore.

Per avere successo, pur vendendo un paio di scarpe uguale a tutte le altre, è necessario far percepire ai clienti che ci siano differenze importanti e significative rispetto ad altre scarpe di altri marchi.

Ma come si costruisce un brand? Probabilmente quello dal quale tutto iniziano e anche il passo più facile è quello di avere un’identità visiva: design del logo, colori aziendali e pubblicità coordinate. Questo permette, per chi si rifornisce soprattutto da produttori asiatici, di poter personalizzare i prodotti che vende, anche se come dicevamo, sono identici a mille altri.

Prendiamo ad esempio un oggetto che soprattutto negli ultimi anni ha avuto una diffusione sempre più massiccia: le borracce. Ci sono milioni di venditori che vendono esattamente lo stesso prodotto: borraccia da 750 ml, con il moschettone, termica (o meno) in diversi colori. Il prodotto è uguale per tutti e probabilmente viene dagli stessi importatori.

Immaginiamo però che la stessa borraccia abbia stampato sopra un logo, che sia della marca “MaxMaggio” e che ognuna di quelle borracce sia corredata da un astuccio in cartone riciclato con una grafica accattivante e che sia fedele ai colori del logo…ecco, quella stessa borraccia venduta uguale da milioni di persone, ha acquisito un altro valore, ha un’autorevolezza maggiore perché è della marca “MaxMaggio” che magari porta avanti una campagna sui social a favore dei materiali riciclati, rispettosa dell’ambiente, che promuove l’uso di borracce invece che di bottiglie di plastica usa e getta…

Se un brand ha un’idea da vendere, oltre che un prodotto, il valore della merce aumenterà. Se al consumatore si dà non solo un bene da acquistare, ma anche un’esperienza d’acquisto, il nostro brand può fare la differenza con un altro venditore dello stesso settore.

Facciamo un altro esempio. Ipotizziamo un venditore di ferramenta. I suoi attrezzi non sono molto diversi da quelli che vendono gli altri. Ma se ad esempio, tra le immagini del prodotto spicca un “garantito da La casa della Ferramenta” oppure un “La casa della Ferramenta. Se non sai di cosa hai bisogno ti aiutiamo noi” diamo all’acquirente l’impressione che ci sia un intermediario pronto a garantire o aiutare nella compravendita. E questo ha un valore.

Non è un caso che grossi marchi abbiano un cosiddetto “payoff” o “claim” che rafforza l’idea che l’azienda vuole dare di sé ai consumatori. “Red Bull ti mette le ali”, e sai già che se bevi una loro lattina ti sentirai già meglio.

E su eBay come si traduce tutto questo?

Anche se i criteri di scelta su i marketplace da parte degli utenti a volte sono semplicemente legati al prezzo è anche vero che creando una vera e propria marca, è più complicato fare confronti di prezzo. Tornando all’esempio della nostra borraccia: ok, è lo stesso prodotto ma questo venditore mi dà in più la scatola e quindi decido di comprarla perché mi è più comodo per fare il regalo che volevo.

E’ ovviamente un percorso lunghissimo, far sì che le persone percepiscano un valore aggiunto nel nostro brand è un’operazione che deve essere fatta soprattutto sui canali di comunicazione come i social. E’ un’attività che necessita di tempo e molti si avvalgono di professionisti del settore che giorno dopo giorno costruiscono l’identità dell’azienda. Inserire una marca riconoscibile anche su eBay ci permette, lentamente, di “farci un nome”, associare gli oggetti alla qualità che offriamo e favorire gli acquisti di ritorno: se un cliente si è trovato bene con le borracce “MaxMaggio” e vuole comprarne un’altra stai certo che cercherà non più “borraccia da 750 ml” ma “borraccia MaxMaggio”. Ecco perché è importante, nelle keyword secondarie come quelle in descrizione, lavorare anche con elementi di SEO che rimandino al nostro brand, qualora avessimo deciso di intraprendere questa strada.

La registrazione del marchio e i vantaggi fiscali

C’è da tenere in considerazione anche questo aspetto. Per una persona fisica è possibile ottenere un risparmio fiscale ricorrendo allo sfruttamento economico del marchio. La tassazione ai fini IRPEF, ad esempio, può variare da un minimo del 17,25% ovvero il 75% dell’aliquota IRPEF più bassa (23%) a un massimo del 32,25%, ovvero il 75% dell’aliquota IRPEF più  alta (43%). (fonte www.studioporzionatoassociati.it)

Per questo aspetto ovviamente è bene consultare un commercialista.

E tu hai già un marchio o un brand? Fammelo sapere nei commenti!

Un saluto da Max!

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